Torricella Sicura
Sito Istituzionale

Poche e incerte le notizie sul castello, demolito già in epoca remota, dal quale Torricella deriverebbe il suo nome: tuttora, a nord del paese, si trova un'altura da sempre denominata lu castille. Sul finire del '700, riferisce lo storico contemporaneo Luigi Ercole, fu scoperto un passaggio sotterraneo che dal castello conduceva in aperta campagna. L'aggettivo Sicura si farebbe derivare da Sicula, con riferimento a una presunta presenza dei Siculi, peraltro collocabile storicamente intorno al 1 millennio a.C.
La zona è luogo di notevole interesse archeologico per i numerosi ritrovamenti di vestigia italiche, romane e altomedioevali: nei dintorni del paese sono stati individuati i resti di un tempio, varie tombe romane e un misterioso altare con la dedica al "dio ignoto".
Numerose sono le iscrizioni, alcune delle quali alludono alla presenza di un edificio termale.
Notevole la lapide con la dedica alla sacerdotessa Numisia.

Nella frazione Borgonovo si ebbe nel 1912 il ritrovamento di un importante Tesoretto monetale romano risalente al II-III sec. a.C., mentre nella frazione di Galliano furono scoperti nel 1929 notevoli resti di una domus o di una villa imperiale. Resti di un grandioso edificio pubblico (assimilabile al Chalcidicum di Interamnia Praetuttiorum) furono scoperti nel 1916 nella frazione.
A Magliano, ubicata nei pressi della antichissima sebbene modesta Chiesa di San Lorenzo, si trovano i resti della cosiddetta Muraglia dei Saracini, i cui costruttori - secondo una suggestiva leggenda - erano uomini giganteschi che, nonostante l'imponenza del loro aspetto e della loro costruzioni, furono tutti sterminati e il loro castello raso al suolo da "formiche e formicoli". Si tratta di mura di opera quadrata, di epoca italica, su un promontorio che domina la vallata del Vezzola.
Imponenti resti si possono osservare sul Monte Fano, dove c'è un vicus romano con tempio di epoca repubblicana, in corso di studio. Nella zona sono evidenti i segni di una precoce diffusione del Cristianesimo con il ritrovamento di numerose sepolture. Reperti di epoca romana furono rinvenuti anche nella frazione di Morricone, meglio nota del Medioevo per essere stata la sede del castello dei signori "di Morricone", potenti feudatari, partigiani prima degli Svevi e, dopo il tradimento, degli Angioini.
In epoca medioevale il territorio fece parte del Ducato di Spoleto e molti dei piccoli o grandi centri della zona si trovano nominati, a partire dall'anno 894 nel Cartualario della Chiesa teramana.
Nei secoli XII-XIII, tutta la zona appare frazionata in piccoli e grandi feudi, fra cui quello di Huguizonus (Uguccione) che, nel 1159, è il signore di Torricella.

Di grande importanza fu la presenza della Chiesa e del Monastero di San Giovanni a Scorzone (benedettino femminile), i cui ruderi sussistono ancor oggi nei pressi di Inanella, in uno scenario di grande bellezza, a pochi passi dal letto del Vezzola.

Successivamente, a partire dal sec. XIV, con la scomparsa delle antiche famiglie feudali, Torricella e il suo circondario furono sottoposte al Vescovo di Teramo, fino al 1806.
Per molti secoli i vari paesi ebbero una loro autonomia amministrativa, come Universitates o Comuni rurali: i loro abitanti godettero sempre di speciali privilegi, quando, in occasione delle numerose rivolte baronali contro il potere centrale, si dimostrarono sempre fedeli alle monarchie in carica, come avvenne anche nel periodo a cavallo dell'Unità d'Italia.
Importante è la frazione di Ioanella, con la sua cava di pietra nota fin dall'antichità, da cui furono tratti i materiali per la costruzione di edifici civili e religiosi di Teramo.
A Inanella si trovano Chiesa di Santa Barbara e la Chiesa di Santa Maria Assunta, nota già dal 1289 e ricchissima di opere d'arte del sec. XVII-XVIII, fra cui i dipinti del teramano Vincenzo Baldati.
Di grande interesse storico-architettonico è la Chiesa di San Pietro di Azzano, antichissimo insediamento benedettino farfense, con bel portale romanico.

A Torricella di buon interesse è la Parrocchiale di San Paolo, con interessante facciata in cotto e varie opere, fra cui una tela del pittore polacco Sebastiano Majewski (sec. XVII).
Antichissima (notizie già dal 1267) è la Chiesa di San Bartolomeo di Villa Popolo, con stupendo soffitto ligneo a riquadri dipinti con svariati soggetti religiosi.
Personaggi
Da ricordare il medico Mario Capuani, martire della Resistenza.
Artigianato Artistico
Sopravvive, a livello di piccoli nuclei e singole persone, la lavorazione del rame, della maiolica, del legno e della pietra, che un tempo era protagonista dell'artigianato artistico locale.
Manifestazioni e Folklore
Caratteristico della frazione di Abetemozzo è il culto dei santi Felicissimo, Innocenzo, Germano e Magno. La loro festa si celebra nel mese di maggio. A Torricella il primo sabato e la prima domenica di settembre si tiene la sagra del minestrone alla torricellese.
Economia
Notevoli sono l'allevamento bovino, ovino e suino e l'agricoltura che produce cereali, olive, legumi e patate.
Numerose anche le aziende nella zona industriale e le piccole realtà imprenditoriali che lavorano la ceramica.
Recentemente è stato attivato un centro telematico dell'Amministrazione comunale.
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