Penna S.Andrea
Sito Istituzionale

Il territorio di Penna Sant'Andrea, centro di antiche origini (come fa pensare il toponimo latino "Pinna", luogo aguzzo), risulta popolato sin dalla età del ferro. Fu poi insediamento e incastellazione medioevale (l'origine dell'attuale abitato risale con tutta probabilità ai secoli VIII-IX), mentre nel XII secolo viene per la prima volta menzionata una curtis in località Pinna con la sua Chiesa Sancti Andree.
L'odierno toponimo è attestato a partire dal 1273. Tra i feudatari del periodo medioevale si ricordano Gentile da Penna, Tommaso Maniero e Berardo di Sant'Andrea.
Almeno dal 1446 fu quasi ininterrottamente feudo della famiglia ariana degli Acquaviva, sono all'estinzione di questa, nel secolo XVIII.

Il centro del paese si caratterizza per l'edilizia prevalentemente ottocentesca e moderna, ove emerge la settecentesca (ma di probabile fondazione cinquecentesca) Chiesa Matrice, o parrocchiale di Santa Maria del Soccorso, il cui campanile, molto particolare, presenta una cella campanaria ad angoli smussati. Nell'interno, dalla bella decorazione coeva in stucco, si conservano una Madonna lignea del '400 e alcune tele, firmate dai fratelli Ragazzini nei secoli XVI-XVII.
Particolarmente interessanti due altari lignei del '600, entrambi provenienti dalla chiesa sconsacrata di Santa Giusta.

Dal belvedere, presso la chiesa, si ha un'amplissima veduta della catena del Gran Sasso, emergente nel Corno Grande.
Interessante è la Fonte Vecchia, di impianto medioevale.

Alla fine del centro abitato si erge la Chiesa di Santa Giusta, di antica origine.
Nell'agro è avvenuto il ritrovamento di due stele funerarie figurate (con figure maschili), definite paleosabelliche, con iscrizioni in lingua osco-sabina (sec. V-IV a.C.), conservate al Museo nazionale di Chieti.

n località Pilone si trova il Bosco comunale con i caratteristici laghetti e una splendida veduta panoramica.
Una piacevole sosta a contatto con la natura è possibile nella Riserva naturale Castel Cerreto.
Si trova nella omonima contrada, sul declivio che degrada verso il torrente Rio, tra i 400 e i 700 metri di altitudine.

Il nome richiama l'albero del cerro, che costituisce l'elemento dominante di un bosco che annovera anche il carpino nero, l'acero campestre, l'acero napoletano, il maggiociondolo, il salice bianco e il salice da ceste, il pioppo bianco, il pioppo nero, nonché un discreto numero di arbusti tra i quali il ginepro.
Personaggi
Si ricordano il feudatario Berardo di Sant'Andrea e il patriota liberale Berardo de Michaelis, fucilato a Penne nel 1814.
Artigianato Artistico
Particolarmente sviluppata a Penna Sant'Andrea è la lavorazione del ferro battuto, ma l'arte artigiana certamente più esclusiva è quella della fabbricazione del ddù botte. Tradizionale anche la fabbricazione di ceste con il salice.
Manifestazioni e Folklore
Notevoli sono nel territorio le manifestazioni legate alla cultura popolare tradizionale, la cui sopravvivenza più nota è la danza popolare del Laccio d'amore, una danza che - occorre dirlo - ha origine nella notte dei tempi, tanto da esistere, in varie forme ma sostanzialmente identica, in parecchie parti del mondo.
In occasione dei matrimoni, una decina di coppie, vestite nei costumi tradizionali e accompagnate dal suono del caratteristico ddù botte, esegue il Laccio d'amore: si tratta di una antica danza propiziatrice che si compone di sei momenti che ripropongono le varie fasi del corteggiamento. Il ballo si conclude con l'intreccio dei nastri intorno al palo. Dalla riuscita di quest'ultima figura dipende l'esito felice del matrimonio. Tale danza, in sé molto suggestiva, ha come elemento essenziale l'abilità, da parte dei ballerini, di intrecciare i nastri intorno al polo.
Ogni anno, nel mese di luglio, il ballo è riproposto nell'ambito di Estradanza, una serie di manifestazioni il cui tema centrale è la danza popolare, In quest'ambito si incontrano vari gruppi folkloristici provenienti da tutto il mondo. La Festa patronale di Sant'Andrea si celebra il 30 novembre, la festa di San Rocco il 16 agosto.
Nel mese di agosto, poi, si svolge la Sagra della pagnotta casereccia.
Mercato: Val Vomano il giovedì.
Economia
La zona è ricca di oliveti e vigneti e, quindi, l'agricoltura è molto sviluppata. Non mancano, tuttavia, realtà industriali, quali piccoli borsettifici e fabbriche di varia natura.
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